TI GUARDERÓ MORIRE

Riprendo il ritmo normale dei Post, oggi vorrei parlare di un libro che mi piace poter dire “Ha scritto un mio amico”

Il Titolo da solo, lascia intendere che non si tratta di un romanzo d’amore  Ti Guarderó Morire è l’ultima fatica di Filippo Semplici.

Tutto comincia in una località apparentemente tranquilla della campagna toscana, in una bella giornata estiva, ma già dopo poche pagine il lettore comincia a sentirsi “sulle spine” anche se ancora non è successo nulla di strano o pauroso.

La storia si svolge in un paesino dal nome che è tutto un programma, Borgoladro, i due protagonisti Orlando ed Elise, la sua fidanzata, sono in viaggio per una rilassante vacanza, e del tutto ignari di quanto sta per accadere, nel giro di poche pagine si ritrovano coinvolti in quello che in un primo momento sembra solo un antipatico contrattempo, ma che poi si rivelerà  qualcosa di assai più serio, ne andrà della loro stessa vita.

I nostri protagonisti raggiungono il paese in sella alla bella moto nuova  fiammante di Orlando, in cerca di un paio di bottiglie d’acqua, e qui comincia l’incubo.

L’autore ha la capacità di descrivere alla perfezione i tratti dei personaggi, e il lettore si immedesima talmente tanto, che riesce a sentire accelerare i battiti del cuore del protagonista, e trattiene il respiro con lui, quasi per paura che lo possano scoprire, quando questi si nasconde per fuggire alla furia omicida dei pazzi abitanti di Borgoladro.

I personaggi che popolano il paese sono tratteggiati con molta cura, dalle caratteristiche fisiche,a quelle di ruolo, come la donna con un bozzo sul naso e una ragnatela di rughe sulla fronte, il signor Beccamorti, un omone alto dal fisico massiccio, che rivela la sua passione per la buona cucina, e che apparentemente è il moderatore del paese, l’uomo che tutti ascoltano quando parla, ma che forse non è poi così bravo come vuol fare credere, lo strano nome di Faina, che tutti chiamano così ma nessuno si ricorda più il perché.

La storia si svolge nell’arco di meno di ventiquattr’ore, che sembrano un’eternitá sia al lettore che ai protagonisti.

Ma poi i pazzi scatenati di Borgoladro, sono davvero solo pazzi, o dietro c’è qualcosa che in un primo momento al lettore , e anche al nostro protagonista sfugge?

C’è un burattinaio che tira i fili dei burattini? Chi mai potrebbe essere, e soprattutto, perchè?

Quando il lettore arriva alla fine, da una parte è contento, però poi pensa “Ma allora non è ancora finita! E il resto?”

Il libro letteralmente agguanta il lettore che non riesce a smettere di leggere, perché vuole sapere cosa accadrà, per cui vi consiglio di leggerlo durante il week-end, quando non dovrete andare a lavorare, e potrete godervi la lettura in santa pace, magari darete buca agli amici, ma credetemi, ne sarà valsa la pena.

Ora ci tocca aspettare il seguito.

 

 

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